Il futuro del mercato italiano delle AWP e delle VLT si sta orientando verso un modello sempre più selettivo, tecnologico e concentrato. Tra il 2026 e il 2030 il comparto potrebbe infatti subire una trasformazione profonda, con meno punti vendita, maggiore centralizzazione dell’offerta e un peso crescente delle grandi reti organizzate. Questo processo è in atto, già ora mentre gli operatori sono in attesa della riforma delle regole per il gioco in presenza e del riordino del comparto.

 

L’obiettivo della riforma potrebbe essere quello di fermare il calo degli incassi e delle opportunità nel settore attraverso regole più stabili, concessioni di lunga durata, innovazione tecnologica e una razionalizzazione della rete fisica.

 

In questo scenario il mercato potrebbe tornare a crescere moderatamente già tra il 2027 e il 2028, ma dietro il concetto di “mercato più efficiente” emergono conseguenze rilevanti sia sul piano industriale sia su quello sociale.

 

Il nuovo assetto ipotizzato punta infatti su meno esercizi ma con maggiore produttività, concentrando il gioco in centri autorizzati sempre più strutturati, digitalizzati e dotati di strumenti cashless, account-based e sistemi avanzati di analisi dei comportamenti. Una trasformazione che rischia però di favorire quasi esclusivamente i grandi operatori, lasciando ai margini molte piccole e medie imprese della filiera.

 

L’aumento degli standard tecnologici, dei requisiti di compliance e degli investimenti necessari potrebbe accelerare un processo di selezione industriale che renderebbe difficile la permanenza sul mercato per numerose realtà territoriali. La riduzione della dispersione delle AWP e la concentrazione dell’offerta potrebbero così tradursi in una progressiva alienazione delle PMI, storicamente parte integrante del tessuto del gioco legale italiano.

 

Non solo. Il principio della “maggiore produttività dei centri autorizzati” apre anche interrogativi delicati sul piano della tutela sanitaria e sociale. Un punto vendita più produttivo significa inevitabilmente una maggiore capacità di generare raccolta per singolo giocatore e per singola location. Questo potrebbe spingere il sistema verso modelli di offerta più aggressivi, dove l’efficienza economica rischia di prevalere sugli obiettivi di prevenzione del gioco problematico.

 

L’introduzione di sistemi cashless, account-based e analytics avanzati viene presentata come uno strumento utile per il monitoraggio e la sicurezza, ma potrebbe anche favorire una fidelizzazione più intensa del giocatore attraverso meccanismi di profilazione e personalizzazione dell’esperienza. In un mercato sempre più competitivo e concentrato, il rischio è che la tutela della salute del giocatore finisca in secondo piano rispetto alla necessità di aumentare performance e redditività dei punti autorizzati.

 

Sul piano politico, restano centrali la definizione dell’intesa Stato-Regioni su distanze e orari, il superamento delle continue proroghe concessorie e la costruzione di un quadro fiscale stabile. Tuttavia, il vero nodo sarà capire quale equilibrio verrà scelto tra sostenibilità economica del comparto, tutela occupazionale delle piccole imprese e protezione dei consumatori.

 

La trasformazione del mercato AWP e VLT sembra quindi destinata a ridisegnare profondamente il settore: meno operatori, maggiore concentrazione e più tecnologia. Un modello che potrebbe rafforzare il controllo e la tracciabilità del sistema, ma che rischia anche di aumentare la pressione commerciale sul giocatore e di espellere dal mercato una parte significativa delle piccole e medie aziende del comparto.

 

(Jamma.it - Maurizio Brodo)