Il riordino del gioco fisico è sicuramente l’evento più atteso dal settore del gioco pubblico. Il riordino dovrebbe arrivare entro fine mese al Consiglio dei Ministri. Il Governo punta a chiudere entro marzo il confronto in Conferenza Unificata, passaggio indispensabile per procedere con il Decreto legislativo di riordino del gioco retail. Subito dopo si avvierà l’iter parlamentare.
Il MEF punta a introdurre criteri più omogenei a livello nazionale per quanto riguarda la normativa. Il famoso distanziometro dovrebbe viaggiare in due direzioni. La prima riguarda i negozi certificati per i quali la soglia di distanza dai luoghi sensibili, che verrebbero comunque ridotti, dovrebbe essere di 100 metri. La seconda per i punti non certificati, per i quali la distanza raddoppierebbe a 200 metri.
Ricordiamo che il 29 agosto scade la delega fiscale e quindi l’approvazione parlamentare dovrebbe avvenire entro questa data. Al riordino sono collegate anche le gare per le scommesse, slot e vlt e il bingo. Un vero tesoretto per l’Esecutivo.
Secondo quanto raccolto da Agimeg da fonti politiche, per la gara delle scommesse si andrebbe verso un bando contraddistinto da “blocchi” di diritti. La gara dovrebbe infatti prevedere blocchi da 25 diritti. Ogni diritto sarà di 50.000 euro. Ogni blocco potrebbe quindi avere una base d’asta di 1.250.000 euro.
Non ci sarebbe distinzione, per quanto riguarda i diritti, tra corner e agenzie. In totale verrebbero messi all’asta 10.000 diritti, in pratica quelli attualmente presenti sul territorio. Un singolo concessionario potrebbe partecipare al massimo per il 30%-40% dei blocchi. Ovviamente si tratta di una gara al rialzo.
Simile la questione per quanto concerne la gara per gli apparecchi da intrattenimento per i quali, sempre secondo fonti politiche, dovrebbero essere previsti blocchi da 4.000 diritti slot, 800 vlt e il numero di negozi, divisi nelle due tipologie solo awp e awp e vlt, dove installarle. Anche in questo caso si andrebbe con offerte al rialzo. Previsto un totale di 200.000 awp e circa 45.000 vlt, che rappresentano una riduzione rispetto al passato.
Diversa la situazione del bingo per il quale verrebbero messi all’asta un numero sufficiente di diritti a coprire ampiamente la richiesta attuale. Al momento sono circa 180 le sale bingo aperte in Italia e ne verrebbero messe all’asta 210 a 350.000 euro ciascuna. Ovviamente tutti questi dati sono sempre suscettibili di cambiamenti (comunque poco probabili) dell’ultimo minuto.
(Agimeg/sb)


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