“Siamo arrivati al guado. Il 29 agosto prossimo scadrà il termine fissato dal Governo per l’esercizio della delega fiscale sul riordino dei Giochi fisici e tutti gli operatori del settore ed esponenti politici di tutti gli schieramenti sollecitano il Governo a varare un testo che è fermo ormai da tempo senza che si abbia notizia sull’esito, salvo che verrebbero messe a gara, dopo oltre dieci anni di proroghe, le concessioni attuali, che scadranno il 21 dicembre prossimo. Il Governo deve assumersi la responsabilità di completare il riordino del gioco pubblico, evitando l’ennesima riforma incompiuta che lascerebbe irrisolti i nodi strutturali del settore”. Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano La Discussione.

 

“Tuttavia, se la riforma dovesse limitarsi alle nuove gare senza affrontare la cosiddetta questione territoriale, il risultato sarebbe quello di riproporre le stesse criticità che hanno bloccato il sistema negli ultimi anni”.

 

Concessioni, mercato online e gettito erariale


Secondo l’ex presidente della Commissione Finanze e Tesoro, “i segnali che arrivano dalle istituzioni sono inequivocabili. La Commissione europea continua a richiamare l’Italia sul rinnovo delle concessioni senza procedure competitive, mentre la Corte dei Conti certifica una trasformazione profonda del mercato: il gioco online rappresenta ormai oltre il 60% della raccolta complessiva, mentre il comparto degli apparecchi, pur garantendo quasi la metà del gettito erariale, continua a perdere quote di mercato”.

 

“È un paradosso – osserva Pedrizzi –: cresce il segmento che produce meno entrate fiscali, mentre arretra quello che sostiene maggiormente il gettito dello Stato. A questo si aggiunge una progressiva concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi operatori, con il rischio concreto di un oligopolio che denunciamo da tempo”.

 

L’ex presidente della Commissione Finanze e Tesoro richiama anche l’ultimo rapporto dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), che segnala un incremento del 13,3% delle segnalazioni di operazioni sospette nel comparto dei giochi e delle scommesse.

 

Distanziometri e scenari possibili


“Di fronte a questo quadro – afferma – sorprende che si possa ipotizzare una riforma che non affronti il tema dei distanziometri. Le dichiarazioni del sottosegretario Alfredo Mantovano, secondo cui il decreto potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri senza intervenire sulle norme relative alle distanze dai luoghi sensibili, aprono interrogativi politici e giuridici molto seri”.

 

Per Pedrizzi gli scenari possibili sono tre: “bandi destinati a essere impugnati davanti ai tribunali amministrativi, una riforma solo formale accompagnata dall’ennesima proroga delle concessioni oppure una drastica riduzione del valore economico delle gare, con inevitabili conseguenze per le entrate dello Stato”.

 

“Il riordino del gioco pubblico – conclude Pedrizzi – certamente va affrontato prioritariamente sotto il profilo etico o della tutela della salute, ma è anche una questione di certezza del diritto, di concorrenza, di tutela delle entrate erariali e di rispetto delle regole europee. Senza una soluzione definitiva alla questione territoriale, qualsiasi riforma rischia di nascere già incompleta e di condannare il settore a nuove proroghe, nuovi contenziosi e ulteriore incertezza. Il Governo ha ancora il tempo per evitare questo errore”.

 

(Agimeg/sb)