Prime idee sul tavolo per la legge di Bilancio 2027 in materia di giochi. Il governo cerca risorse per finanziare gli impegni nell'ultima manovra prima delle elezioni e anche il settore sarà chiamato a dare un contributo, stimabile attorno ai 4-500 milioni di euro. Il mancato riordino (la delega fiscale è scaduta il 29 agosto senza l'accordo politico Stato-regioni sulla riforma della rete di distribuzione del gambling) costringerà necessariamente l'Esecutivo a disporre la proroga delle concessioni per il gioco retail, in scadenza a fine anno.
Le ipotesi sulla durata della misura sembrano propendere per un periodo di 3 anni, fino a fine 2029: l'introito previsto oscilla tra 200 e 250 milioni annui nel prossimo triennio. Attualmente, i concessionari degli apparecchi versano 120 euro l'anno per ciascuna slot e 4.000 euro per ogni Videolottery a titolo di canone. Nelle scommesse, la cifra è fissata a 9.500 euro per le agenzie e a 5.700 per i corner, mentre nel Bingo - dopo un lungo contenzioso anche comunitario - ogni sala paga 2.800 euro al mese.
Secondo quanto si apprende, le proroghe triennali - oltre a garantire la continuità della raccolta - potrebbero consentire di sperimentare i nuovi apparecchi da intrattenimento, riavviare il confronto con gli enti locali ed eventualmente organizzare le gare necessarie per stabilizzare il settore. L'attuale parco macchine sta perdendo quote di mercato e gettito erariale, a tutto vantaggio delle slot online, che hanno tassi di crescita a due cifre. Riformulare le percentuali di vincita e tassazione potrebbe rallentare il declino degli apparecchi che contribuiscono con circa 5 miliardi l'anno alle casse pubbliche.
Nella legge di Bilancio 2027 dovrebbe trovare spazio anche una norma relativa al bando per il Gratta e Vinci. La concessione è attualmente gestita da Brightstar fino al 30 settembre 2028. Il tempo tecnico, dunque, stringe e il Mef non vuole perdere l'occasione di incassare un'altra fee miliardaria per il gioco. Il caso del Lotto (oltre 2,2 miliardi di incasso statale "one-shot", riporta Agipro) è incoraggiante e potrebbe ripetersi, visto che l'aggio del 6% su una raccolta di 8 miliardi garantisce al concessionario quasi 500 milioni di ricavi all'anno. Per i grattini, come per il Lotto, la base della ricca asta internazionale - anche in questo caso si dovrebbe continuare con un solo operatore - potrebbe aggirarsi attorno al miliardo di euro. La gara non avrà in ogni caso effetti finanziari sull'Erario il prossimo anno: dati i tempi tecnici, almeno le due prime tranche saranno incassate non prima del 2028. Tra le altre misure allo studio, potrebbe essere valutato lo scontrino digitale del Lotto, che potrebbe generare nuove entrate per 15 milioni. Non è possibile, in linea teorica, escludere l'aggiunta di un'estrazione di Lotto e Superenalotto, che varrebbe circa 50 milioni all'anno per lo Stato.
Infine, si valuta la possibile regolarizzazione delle Sale Lan (Local Area Network), i locali in cui si gioca agli Esports elettronici, che sono stati oggetto di un lungo contenzioso tra gestori e Agenzia delle Dogane. Il settore gode di una proroga tecnica fino alla fine dell'anno dell'obbligo di certificazione e omologazione dei parchi macchine esistente. Nella legge di Bilancio si stabilirà se proseguire con ulteriori proroghe oppure adottare norme più stringenti per la stabilizzazione degli operatori: l'operazione potrebbe portare una cinquantina di milioni nelle casse dello Stato. Sul fronte del contrasto al gioco illegale, la battaglia principale si giocherà in rete: le sanzioni potrebbero essere inasprite, fornendo all'Agenzia delle Dogane nuovi strumenti per la caccia virtuale ai venditori di azzardo illegale.
(Italia Oggi - Nicola Tani)


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