La possibile introduzione di un prelievo europeo sul gioco d’azzardo online non trova spazio, almeno per il momento, nella nuova proposta negoziale sul bilancio dell’Unione europea per il periodo 2028-2034. Il documento presentato il 10 ottobre 2026 dalla presidenza irlandese del Consiglio UE individua cinque nuove risorse proprie per finanziare il prossimo quadro finanziario pluriennale, ma non include alcun riferimento specifico al settore del gioco e delle scommesse.

 

L’assenza è significativa alla luce delle proposte avanzate nel dibattito parlamentare europeo, dove era stata prospettata la possibilità di ricorrere anche a contributi legati ai profitti del gioco online e delle criptovalute per sostenere le nuove esigenze finanziarie dell’Unione.

 

Il documento, identificato con il numero 13922/26 e intitolato Multiannual Financial Framework 2028-2034 – Negotiating Box, costituisce la nuova base di discussione tra gli Stati membri. La presidenza irlandese ha inserito nel testo gli importi finanziari relativi alle principali voci di spesa, delineando un bilancio complessivo di 1.622 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, inferiore di circa 141 miliardi rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea.

 

Sul versante delle entrate, il punto 137 del documento individua cinque possibili nuove risorse proprie: un contributo annuale delle imprese calcolato in base al fatturato netto, un contributo nazionale sui prodotti del tabacco, un prelievo sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche non raccolte, una quota delle entrate del sistema europeo di scambio delle emissioni ETS e una quota dei proventi del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, CBAM. Tra le misure compare quindi un contributo legato al tabacco, che verrebbe calcolato sui quantitativi di prodotti immessi in consumo negli Stati membri, applicando un’aliquota del 15% alla base di calcolo prevista. Per i rifiuti elettronici non raccolti viene invece ipotizzato un contributo di 2 euro al chilogrammo, mentre per ETS e CBAM le percentuali delle entrate da destinare al bilancio europeo sarebbero rispettivamente del 30% e del 90%.

 

Il contributo delle imprese prevederebbe importi annuali differenziati in funzione del fatturato netto, a partire da 100.000 euro per le società che superano i 100 milioni di euro di ricavi, fino a 750.000 euro per quelle con un fatturato pari o superiore a 750 milioni. Si tratterebbe di una misura generale, non specificamente rivolta agli operatori del gioco, sebbene le imprese del settore che rientrassero nei requisiti previsti potrebbero essere interessate dal meccanismo.

 

Per quanto riguarda il gioco online, il testo non contiene invece disposizioni relative a una tassazione dedicata, né individua le attività di scommessa o di gioco a distanza come fonte autonoma di finanziamento del bilancio europeo. La questione resta comunque aperta sul piano politico. Il Parlamento europeo, attraverso le posizioni espresse dai relatori sul quadro finanziario pluriennale, ha sostenuto la necessità di ampliare le risorse proprie dell’Unione, prospettando anche nuove forme di contribuzione collegate all’economia digitale, ai profitti delle criptovalute e al gioco online.

 

La versione negoziale del Consiglio non recepisce espressamente quest’ultima ipotesi. Ciò non equivale tuttavia a una sua esclusione definitiva, dal momento che il documento non rappresenta un accordo conclusivo tra gli Stati membri. Lo stesso testo, al punto 138, precisa infatti che proseguiranno i lavori sul contributo che le nuove risorse proprie potranno apportare al futuro bilancio dell’Unione. La presidenza irlandese sottolinea inoltre che il quadro negoziale non vincola le delegazioni nazionali e che nessun elemento potrà considerarsi definitivamente concordato prima del raggiungimento di un’intesa complessiva.

 

Il confronto sul bilancio 2028-2034 proseguirà dunque anche sul versante delle entrate, con la necessità di conciliare il finanziamento delle priorità europee, il rimborso del debito contratto attraverso NextGenerationEU e le posizioni dei singoli governi sull’introduzione di nuove forme di contribuzione. Per il comparto del gioco, il prossimo passaggio sarà verificare se l’ipotesi di un prelievo europeo sulle attività online, attualmente assente dal documento del Consiglio, verrà riproposta nelle successive fasi del negoziato oppure rimarrà confinata alle iniziative parlamentari.

 

da JAMMA