Dopo tanta attesa, è arrivata la delusione. La bozza di decreto per il riordino normativo del gioco fisico, a lungo limata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con i tecnici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che aveva passato anche il vaglio della Conferenza Unificata, ha infine incontrato l’ostacolo della Presidenza del Consiglio. Con un “no”, il testo è stato rinviato al mittente e ora i tempi per giungere al traguardo del Parlamento sono davvero ridotti al lumicino. Ci avviciniamo infatti a rapidi passi al 29 agosto, data di scadenza della delega. Se in due anni non si è riusciti a giungere a un testo condiviso, non ci aspettiamo di certo che il risultato arrivi in poche settimane.
Come Sindacato, siamo profondamente amareggiati per questa ennesima occasione mancata. Diciamocelo senza mezzi termini: non possiamo pensare a un futuro per le nostre ricevitorie senza una riforma normativa seria finalizzata a salvaguardare l’offerta di gioco terrestre a 360 gradi. In un modo o nell’altro, è necessario cambiare le regole che oggi disciplinano (male) il nostro segmento e dobbiamo farlo il più presto possibile.
Dobbiamo riavvolgere il nastro e ricominciare sin da subito. Non c’è davvero tempo da perdere perché il gioco fisico è in crisi e necessita di interventi legislativi urgenti volti a risollevare i volumi di raccolta e, con essi, la redditività delle nostre ricevitorie.
Il nostro Sindacato persevererà dunque in quel prezioso lavoro, fatto di incontri, invio di documentazione, ricerca di dialogo con i concessionari e con le istituzioni, volto a far recepire in un futuro provvedimento normativo le istanze dei tabaccai ricevitori.
La formula per conciliare l’interesse della filiera terrestre con quelli dell’Erario e della salute pubblica (beninteso, togliendo di mezzo il distanziometro e i limiti orari) non è impossibile: creiamola tutti insieme e mettiamola in pratica!


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