Giochi, Baretta (MEF): "No al liberismo e no al proibizionismo o tornerebbe la criminalità"

"Il gioco è una questione sociale che coinvolge Governo, Enti Locali e operatori, che seguono anche le problematiche legate al gioco. Serve riformare il settore, ma se il dibattito non porta ad un accordo non si puo' cambiare il gioco".

E’ quanto ha detto il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, in occasione di un convegno presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma.

"Il Governo è impegnato ad eliminare la presenza della malavita nel settore e a limitare l'eccessiva presenza del gioco sul territorio. Lo Stato incassa 9 miliardi annui. Invertire questa tendenza è una presa di coscienza importante di questo Governo. Stiamo cercando una riforma che sia il punto di equilibrio di tutto gli aspetti - ha aggiunto -. Vogliamo combattere l'eccesso lasciando comunque il gioco, che per natura sta nella vita delle persone. Davanti a noi c'è un grande cambiamento. La prima mossa è ridurre con coraggio l'offerta di gioco. Cominciamo eliminando le awp. Entro aprile 2018 ridurremo del 35 per cento gli apparecchi. Poi ridurremo i punti gioco da 98 mila a 50 mila in tre anni. E' un'operazione complessa. Questa scelta colloca il dibattito sulle distanze dei luoghi sensibili in un aspetto particolare. Dobbiamo trovare con razionalità il punto di equilibrio. Non vogliamo escludere gli Enti Locali, ma non vogliamo Via Condotti completamente pulita e le periferie piene di slot".

Ha concluso: "Il distanziometro è uno strumento da usare con razionalità. Poi serve la prevenzione. Le awp saranno cambiate e controllate da remoto. Pensiamo di introdurre la tessera sanitaria per contrastare la ludopatia. Pensiamo di allungare il tempo della giocata per limitare la compulsività. Un altro tema è quello della pubblicità. Nella prossima legge di Bilancio ci sarà un intervento del Governo. Abbiamo il tempo per riflettere sulla soluzione giusta".

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