Giochi, Mirabelli (Pd): "Il proibizionismo non annulla la domanda, ma lascia tutto in mano all'illegalità e alla criminalità"

"Il tema è molto delicato. Il rapporto tra lo Stato e il gioco con vincite in denaro è il seguente: in Italia si può giocare solo se lo Stato concede la concessione, chiamata riserva statale. In questi anni abbiamo introdotto delle norme che si sono susseguite senza coerenza, che hanno portato all'esplosione della domanda e dell'offerta del gioco".

Le parole del senatore del Pd Franco Mirabelli in cattedra all'IIS Montale di Cinisello Balsamo (MI) per discutere con gli studenti della regolamentazione del settore dei giochi.

"Il punto di svolta risale al 2002 quando lo Stato ha deciso di legalizzare le slot nei locali pubblici. Si è guardato per diversi anni al gioco come opportunità per lo Stato di fare cassa, questo ha condotto alla moltiplicazione dell'offerta. Su questo bisogna tornare indietro. Il lavoro che sta facendo il Governo sul riordino del settore va proprio in questa direzione. In questi anni, i comuni hanno svolto il ruolo di supplenti, cercando di circoscrivere gli orari di accensione delle slot. Tutto questo, tuttavia, avviene in un clima di continue battaglie legali. Serve un riordino, lo Stato non può far finta che non ci sia un'eccessiva diffusione del gioco nel nostro Paese. L'obiettivo è ridurre l'offerta e la domanda di gioco. Ridurre la domanda significa avviare campagne di informazione e intervenire pesantemente sulla pubblicità", continua Mirabelli. "Per quanto concerne la riduzione dell'offerta, è in atto una Conferenza Stato-Regioni che è a buon punto. Stiamo riducendo del 30% il numero delle slot in luoghi non dedicati al gioco nel 2019, con l'obiettivo di riduzione già anticipandolo a quest'anno. La seconda strada riguarda la riduzione delle sale giochi dando regole ferree. Ad esempio, tutte le slot devono avere un accesso remoto. Possiamo intervenire sul fatto che chi gioca non possa rigiocare tutte le vincite. C'è bisogno di norme certe a tutela delle persone".

"Il proibizionismo non annulla la domanda, ma lascia tutto in mano all'illegalità e alla criminalità. Bisogna avere garanzie per tutelare il settore da infiltrazioni criminali. Lo Stato non può usare il gioco per entrate senza considerare l'impatto che ha su vita delle persone e infiltrazioni di mafie", ha concluso il senatore Mirabelli.

 

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