Marche, nuovo successo sindacale: distanziomentro prorogato di due anni

Quello che il Sindacato Totoricevitori Sportivi svolge a livello locale è un lavoro silenzioso e paziente. I nostri rappresentanti, presenti in ogni provincia, seguono costantemente i lavori delle amministrazioni locali fornendo il proprio contributo laddove necessario. Questo lavoro, fatto lontano dai riflettori, ha avuto un nuovo, importante risultato nelle Marche.

Da mesi i referenti sindacali erano in contatto con i consiglieri regionali con i quali si sono svolti diversi incontri finalizzati ad approfondire la materia del gioco pubblico in ragione delle misure restrittive sancite dalla Legge Regionale n. 3 del 2017.

In particolare, abbiamo illustrato ai consiglieri i contraddittori effetti derivanti dal divieto di installare apparecchi da intrattenimento in locali posti in prossimità di luoghi sensibili. Divieto che sarebbe scattato il 31 dicembre prossimo coinvolgendo inevitabilmente la maggior parte delle tabaccherie con slot.

Con la deliberazione approvata dalla Regione Marche lo scorso 11 giugno, l’entrata in vigore del divieto è stata prorogata al 30 novembre 2021. Stessa proroga è stata fissata per l’assolvimento dell’obbligo formativo in capo agli esercenti.

Si tratta di un grande risultato in quanto ci dà altri due anni di tempo per ragionare insieme agli amministratori regionali su soluzioni alternative al distanziometro.

L’obiettivo comune è quello di salvaguardare la salute dei cittadini proteggendoli dai rischi insiti in una pratica del gioco sbagliata o eccessiva. Una protezione che può essere assicurata proprio nell’ambito aperto delle tabaccherie dove le operazioni di gioco si svolgono in maniera trasparente e mai ossessiva.

Il risultato ottenuto nelle Marche si aggiunge a quelli già conseguiti in Calabria, Liguria e, da ultimo, in Puglia.

Possiamo dire che finalmente il vento sta cambiando: nel momento in cui si riconosce che la salute pubblica e il gioco legale non sono tra di loro incompatibili, si comprende anche l’inutilità dei provvedimenti di stampo proibizionistico.

 

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