"I limiti imposti per le slot un assist al gioco illegale"

E' il giudizio dello studio «Gioco pubblico e dipendenze in Piemonte», redatto dall'Eurispes per verificare gli effetti della legge regionale contro la ludopatia.

Secondo l'istituto di ricerca, sia il «distanziometro», ossia il divieto di attivazione di slot machine in locali a meno di 500 metri (300 nei Comuni fino a 5 mila abitanti) da scuole, ospedali, oratori e altri luoghi sensibili, sia la limitazione degli orari di attivazione delle slot machine, avrebbero semplicemente cancellato l'offerta legale di gioco, a tutto vantaggio della criminalità organizzata.

Come previsto dalla legge regionale, a metà novembre 2017 erano stati bar e ristoranti a dover spegnere buona parte delle macchinette installate, dal 20 maggio anche molte sale giochi dovranno fare altrettanto.

Gli effetti

Questi, secondo Eurispes, gli effetti: disattivazione dell'80% delle videolottery e new slot (da 6.241 esercizi autorizzati in regione, si scenderà a 1.150), 5 mila 200 posti di lavoro persi (tra quelli diretti e legati a distribuzione e manutenzione degli apparecchi), 220 milioni in meno incassati dallo Stato e 2 miliardi di euro in meno giocati.

«Questa domanda di gioco non sarà cancellata, solo non avrà più una corrispondente offerta legale - dice lo studio Eurispes - una vera manna per il malaffare».

Tutto questo quando i piemontesi affetti da gioco problematico o patologico presi in carico dalle Asl sono stati, nel 2018, 1.150. Vale a dire il 14,8% sul totale dei giocatori che, secondo Eurispes, non giustifica un allarme sociale, anche in confronto alle dipendenze più gravi causate da droghe e alcool.

«Eurispes è partner di Unigioco, fondazione della filiera del gioco legale, e Gamenet spa, tra le maggiori società dell'azzardo lecito, quindi questa non è una ricerca indipendente - dice il dottor Paolo Jarre, della Società italiana tossicodipendenze - la legge piemontese intende prevenire il gioco patologico e gli effetti reali si potranno misurare in lustri, non certo in pochi mesi». Comunque, per Jarre il calo di 769 milioni nelle giocate alle macchinette in due anni e un conseguente aumento di solo 266 milioni negli altri giochi, evidenziano l'efficacia della norma. «Quanto alla bassa incidenza dei giocatori problematici e patologici, i dati del Cnr dicono che tra 2007 e 2017 sono quadruplicati - aggiunge Jarre - mentre oltre la metà dei giocatori in carico alle Asl nel 2018 dichiara di aver tratto vantaggio dal non trovasi più la slot accesa nel bar sotto casa, come riportato dall'Osservatorio sulle dipendenze». Quanto ai licenziamenti e all'aumento del gioco illegale, Jarre è netto: «L'investimento in azzardo è esso stesso azzardo, come quello nelle azioni ad alto rendimento e toccava alla filiera proteggere i lavoratori, mentre sul gioco illecito non c'è alcun dato quantitativo che possa permettere di affermare nulla».

 

(La Stampa - Ed. Valle d'Aosta - Alberto Prieri)

 

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