Vigilanza continua

In occasione della discussione per la conversione in legge del Decreto Dignità i parlamentari, in particolare quelli dell’opposizione, hanno presentato emendamenti all’articolo 9 (quello che vieta la pubblicità del gioco) che vanno ben oltre lo scopo del provvedimento. Riduzione dei compensi spettanti ai ricevitori, distanziometri, aumento del PREU, nuovo e più restrittivo contingentamento degli apparecchi, taglio dei punti vendita fisici e chi più ne ha, più ne metta. 

Insomma, è bastato dire la parola “gioco” e sono cadute a pioggia proposte miranti, in ultima analisi, al proibizionismo assoluto.  

Sebbene nel testo finale approvato in Commissione (e che andrà in aula domani 2 agosto) la maggior parte di tali proposte siano scomparse, la loro presentazione rappresenta da sola un segnale preoccupante.

Significa che in qualunque momento, in occasione della presentazione di futuri provvedimenti normativi anche riguardanti materie non direttamente attinenti al gioco, dovremo aspettarci qualche stoccata.

Fin da ora siamo pronti a parare i colpi di chi continua a pensare che la ludopatia si combatte vietando fino all’osso il gioco pubblico.

Quando ci siamo opposti agli emendamenti che miravano alla diminuzione degli aggi sui giochi c’è stato chi ci ha accusati di pensare solo al portafogli. Rispondiamo che il nostro obiettivo è di salvaguardare la salute pubblica con lo strumento della professionalità preservando al tempo stesso le risorse per il sostentamento delle nostre famiglie. 

Con il proibizionismo si mancano entrambi gli obiettivi e allora sì, sarebbe una sconfitta per tutti.

Le nostre esclusive sono costantemente minacciate. Teniamoci sempre pronti a difenderle.

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