Slot, Pastorino (STS): La legge Piemonte ha aperto le porte all’illegale. Al posto delle slot tolte ci sono già i Totem

E’ entrata in vigore un mese e mezzo fa la legge regionale piemontese che vieta l’istallazione delle slot a meno di 500 metri dai luoghi sensibili (e il limite scende a 300 metri nei Comuni con meno di 5mila abitanti), e già sono evidenti i primi effetti collaterali. Agimeg ne ha discusso con Giorgio Pastorino, Presidente Nazionale del Sindacato dei ricevitori STS.

Quante sono le slot disistallate?

Il dato esatto ancora non c’è. Alcuni Comuni hanno già elevato le prime multe a chi non ha disistallato le slot, altri però hanno preso tempo, non hanno iniziato i controlli. La situazione al momento è molto disomogenea, del resto la legge regionale è entrata in vigore a novembre. In ogni caso, tendenzialmente verrà rimosso il 90% delle slot

A dicembre 2016 ne erano state censite quasi 29mila, a spanne ne rimangono quindi circa 3-4mila. Delle 25mila tolte, quante verranno rimpiazzate da macchine illegali?

Non è possibile fare una stima precisa, anche perché queste macchine si stanno diffondendo ora. Chiaramente, non troveranno posto in tutti i locali che hanno dovuto rimuovere le slot. I tabaccai ad esempio rischiano di vedersi revocare la concessione… la preoccupazione però è che una volta entrate sul mercato queste macchine – che non pagano le tasse e pagano al gestore un aggio nettamente superiore a quello degli apparecchi legali – ammesso che legge venga sospesa, sarà difficile ricollocare quelle legali. Ci vorrebbero controlli ogni giorno. Ma bisogna anche considerare che finché c’è una rete legale, i controlli possono essere mirati. Ma adesso occorre veramente andare esercizio per esercizio.

Ma è possibile invece che a questo punto le macchine illegali vengano istallate non più nei bar e tabaccherie, ma anche in altri tipi di esercizio?

Certo, li potremo trovare in un qualunque kebab o nelle lavanderie. Non c’è problema di licenza, tanto la macchina è illegale di per sé. Ma per scovarle bisognerà entrare in qualunque tipo di negozio. Si tornerà alla situazione che c’era 15 anni fa con i videopoker, parliamo di un parco di 800mila macchine, che erano disseminate ovunque. Anche perché per creare una rete così vasta, era stato occupato qualunque posto disponibile. Ma se andassimo a ripescare gli articoli dell’epoca, ci ricorderemmo che si erano innescate guerre tra bande e le minacce ai negozianti erano all’ordine del giorno per accaparrarsi il controllo del territorio

I controlli secondo lei sono destinati a rallentare? Visto che il gioco legale è stato bandito, c’è il rischio che si abbassi la guardia…

Non è pensabile che le Forze dell’ordine passino tutti i giorni a controllare locale per locale a vedere che giochi ci sono. Giustamente hanno altro da fare… ci vorrebbero centinaia e centinaia di agenti che svolgono solo questa attività

Le macchine illegali sono già arrivate?

So che si stanno diffondendo dei totem molti evoluti che consentono di giocare a tutto – anche poker a roulette che sulle nostre slot sono vietati – collegandosi a dei siti albanesi. Sapevamo già che le macchine erano pronte, si aspettava solo di vedere se la legge del Piemonte entrava in vigore, o c’era qualche ritardo. Stiamo andando verso il ritorno all’illegalità, un passo indietro molto importante. Abbiamo cercato per mesi di spiegarlo alle autorità piemontesi, non siamo stupiti di quello che sta accedendo. Piuttosto, siamo dispiaciuti che non ci abbiano tenuto in considerazione.

Come sono queste macchine?

E’ probabile che si siano diversi prodotti sul mercato, basta un collegamento a internet che si può fare qualunque cosa. Quella che ho visto io è un cabinet piuttosto grande, per intenderci delle dimensioni di una Vlt, con uno schermo touch.

Non è una macchina che passa inosservata…

Probabilmente pensano che i controlli non saranno così serrati.

L’ultimo effetto di questa legge poi è il pendolarismo dei giochi. Cosa sta succedendo?

Chi abita nelle zone di confine ha preso l’abitudine a andare nelle regioni vincine per giocare. E ci sono poi le poche sale rimaste aperte dove c’è la fila. Qualche sindaco se n’è lamentato, e è una cosa che onestamente fa sorridere. I politici dovrebbero capire che fino a quando c’è domanda di gioco, ci sarà anche un’offerta, legale o illegale che sia.

 

(Agimeg/cr)

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