Piemonte: STS torna all'attacco

La legge del Piemonte che ha disposto la rimozione degli apparecchi in prossimità dei luoghi sensibili grida vendetta perché è illogica, sbagliata e dannosa tanto per il tessuto economico regionale quanto per le entrate erariali. Da parte nostra abbiamo fatto tutto il possibile per cercare una mediazione con la Regione.

La nostra speranza era ovviamente quella di ottenere una proroga, come ad esempio è successo in Liguria, o trovare una soluzione alternativa che tenesse in conto gli interessi di tutte le parti in causa, compresi quelli dei tabaccai che operano nel settore della raccolta del gioco.


Di fronte all’ostinazione della Regione, tuttavia ogni nostro sforzo è stato inutile.


Purtroppo, se le buone maniere non funzionano, dobbiamo passare a quelle cattive: per questo abbiamo deciso di unirci a un ricorso d’urgenza che una cordata di gestori e concessionari, coordinati dall’associazione AS-TRO, hanno deposito presso il Tribunale Civile di Torino.


Si tratta di una scelta obbligata vista la gravità della situazione e il rischio per l’intero sistema di raccolta. Basti pensare che soltanto nella rete delle tabaccherie si contano 3.600 rivendite attive che, con una media di 3,5 addetti per rivendita, creano un indotto occupazionale stimato di 13.000 persone. Non possiamo rimanere con le mani in mano a guardare la smantellamento di questa rete!


Allo stesso tempo abbiamo chiesto formalmente ad ogni ASL del Piemonte il numero dei soggetti che effettivamente risultano in cura per la sindrome del gioco d’azzardo patologico. Vogliamo sapere qual è la reale estensione di questa fantomatica piaga sociale che rischia di mettere in ginocchio le nostre rivendite e non solo.


Ora basta con la demagogia! È arrivato il momento di fare chiarezza.

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